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Vitigno a bacca rossa particolarmente importante nel sud Italia, coltivata principalmente in Campania e in Basilicata, e in piccolissime quantità anche in altre regioni. I vini prodotti con queste uve si distinguono per il loro carattere tannico e austero, di colore rosso rubino intenso e con aromi pieni e potenti, e trovano la loro massima espressione nel Taurasi e nell’Aglianico del Vulture. L’aglianico rappresenta sicuramente una delle migliori uve d’Italia e pertanto si nota sempre maggiormente l’interesse dei viticoltori nei confronti di questa magnifica uva.
Uva a bacca bianca coltivata prevalentemente in Emilia Romagna in vari comuni delle provincie di Bologna, Forlì e Ravenna. Con queste uve viene prodotto l’Albana di Romagna nelle diverse versioni secco, amabile, dolce e passito. La versione secca è caratterizzata da un colore giallo paglierino tendente alcune volte al dorato e da un odore catatteristico dell’uva utilizzata. Le altre versioni hanno un colore giallo dorato tendente all’ambrato con sapore dolce e caratteristico, questi vini vengono utilizzati per accompagnare la pasticceria emiliana o come nel caso della versione passita bevuti a fine pasto o fuori pasto come vino da meditazione.
Uva neutra diffusa in Liguria.
Il vitigno a bacca rossa è anche conosciuto con il nome di Lancellotta, ed è particolarmente diffuso in Emilia Romagna. Affine alla famiglia dei lambruschi, questo vitigno viene usato soprattutto per le sue proprietà coloranti e fino ad un massimo del 15% nel Lambrusco Reggiano.
Nome toscano per indicare l’Inzolia.
Varietà autoctona del Piemonte a bacca bianca. I vini prodotti sono secchi, vivaci e corposi, solo in annate eccellenti possono avere un’evoluzione in bottiglia, superiori se bevuti giovani.
Vitigno a bacca bianca che dà vini leggeri e leggermente frizzanti. È tipico della zona di Napoli.
Varietà a bacca rossa diffusa in Emilia Romagna. Il vino che si produce da questa uva è un rosso corposo e tannico, si presta all’invecchiamento.

The Barbera vine has very ancient origins and the first documents that testify to it date back to a few centuries ago. The first formal trace is found in a cadastral document of the municipality of Chieri, near Turin, in 1514. However, the hypothesis that its diffusion dates back to much earlier, perhaps with different names depending on the places, is not far from true. very frequent in the past. For example, the references contained in the Codex Astensis to a grape called "de bonus vitibus berbexinis", which is said to be widespread in Canelli and the surrounding area as early as the thirteenth century and perhaps identifiable precisely with the Barbera grape, are frequent.

Barbera, as Professor Dalmasso (one of the most important Italian winemakers of the 1900s) reminds us, is then named in a letter from 1609, discovered by Doctor Arturo Bersano in the municipal archive of Nizza Monferrato. In it it appears that in that year, special appointees were sent to the Contado di Nizza de la Paglia to taste the wine of these vineyards, and in particular the Barbera wine for the service of S.A. Serenissima and to pay them at the right price ". Which means that the fame of the Barbera wine produced in the Asti area had reached the ducal court of Mantua where there was no lack of opportunities to feast and appreciate the best wines of Italy.

At the end of the eighteenth century, in the first ampelography treatise of the Piedmont vines, it was defined as "powerful wine, always quite severe, but rich in an exquisite perfume, and a flavor that combines strength with finesse" (On the cultivation of vines , Nuvolone, 1798).

At the end of the nineteenth century, therefore, its historicity and importance for Piedmontese oenology were confirmed: "a well-known grape variety and one of the main bases of the wines of the Asti area and of the lower Monferrato, where it is indigenous and cultivated for a very long time ..." (Ampelography of the province of Alessandria, Carlo Leardi and Pier Paolo Demaria, 1875).

Much has changed in recent centuries, also thanks to prestigious wine labels that have revolutionized the perception and image of Barbera on the domestic and international market.


Grape characteristics

Leaf: medium, pentagonal, five-lobed, light green.

Cluster: medium, pyramidal, compact, winged.

Berry: medium, ellipsoidal

Peel: pruinose, intense blue color, subtle, consistent, neutral flavor.

Nome occasionale dell’Arneis
Vitigno a bacca bianca coltivato nelle vicinanze di Roma, utilizzato in molte DOC laziali. Inoltre, recentemente è stato inserito nella DOC Nettuno come monovarietale.
Varietà molto antica a bacca bianca diffusa lungo le coste orientali del Nord Itlia.
Uva a bacca bianca coltivata in Puglia.
Uva a bacca bianca coltivata in Campania.
Varietà alpina a bacca bianca della Valle d’Aosta che si è ben adattata ad essere allevata a quote elevate.
Uva a bacca bianca molto diffusa in Puglia, viene anche coltivata in Emilia Romagna, Lazio, Marche. In Abruzzo e conosciuto come Trebiano d’Abruzzo.
Varietà a bacca scura presente in Puglia.
Uva a bacca scura. Con questo nome si indicano almeno tre vitigni differenti: Croatina in Oltrepò Pavese e nei Colli Piacentini; Uva Rara nelle colline di Novara e Vercelli; in Piemonte la Bonarda Piemontese è un vitigno aromatico pre-fillossera quasi estinto.
Uva a bacca chiara diffusa in Liguria.
Il vitigno rosso “Bovale” è particolarmente diffuso in Sardegna, dove è giunta dalla penisola iberica, durante la dominazione aragonese e con il tempo ha formato due distinte varietà: il Bovale Sardo ed il Bovale di Spagna. Il Bovale Sardo a differenza del Bovale di Spagna, è diffuso in tutta la Sardegna, e spesso si accompagna al Cannonau e al Pascale di Cagliari. Il Bovale di Spagna è diffuso soprattutto nella provincia di Oristano, dove in genere viene vinificato in unione con altre uve rosse. Varietà sarde a bacca scura, che si distinguono in Bovale Sardo e Bovale Grande. Vengono utilizzati per taglio.
Uva del Piemonte a bacca rossa diffusa soprattutto nelle province di Asti e Alesandria. Questo vitigno da origine a vini frizzanti, poco alcolici e con colore e aroma di fragola.
Clone di Sangiovese isolato da Ferruccio Biondi Santi. È un vitigno che matura tardi ed è molto resistente alle malattie, i grappoli sono molto piccoli e sono di buccia scura.
Termine che indica indistintamente il Cabernet Franc e Sauvignon.

Originally from France, more precisely from Gironde (Bordeaux), it was imported into Italy in 1820 by Count Manfredo of Sambury in his possessions in the province of Alessandria. Cabernet sauvignon had the same fate.


Grape characteristics

Leaf: medium, five-lobed.

Cluster: medium, pyramidal, semi-loose, winged

Berry: of variable size due to the difficulty of pollination, generally medium, spheroid

Peel: very resistant, blue-black, very pruinose.

Varietà a bacca rossa rinomata in tutto il mondo dalla quale si ottengono vini rossi longevi di alta qualità. I vini prodotti hanno un caratteristico sapore e aroma di uva sultanina, si sposano perfettamente con l’ivecchiamento in barrique. L’acino di questa varietà è di piccole dimensioni, inoltre è elevato il rapporto fra vinaccioli e polpa e spessore delle bucce. In Italia è diffuso nel Friuli Venezia Giulia, trentino Alto Adige, Veneto, Toscana, Sicilia.
Sinonimo di refosco in Romagna
Sinonimo di Nero d’Avola
Vitigno a bacca scura coltivato nell’Italia centrale, viene usato per il taglio del Chianti.
Vitigno a bacca bianca coltivato in Umbria.
Vedi canaiolo
Il Cannonau è il vitigno rosso più diffuso in Sardegna, esso è presente in ambito regionale con una percentuale del 25%, ma arriva a superare il 60% nella provincia di Nuoro. Questo vitigno di origine spagnola, riesce ad essere particolarmente produttivo anche in zone aride, e se controllato nelle rese, dà vini di gran corpo e longevi. I migliori prodotti a base di Cannonau provengono dalle sottozone di Jerzu, Oliena e Capo Ferrato. Garnacha, Alicante, Granache sono alcuni dei sinonimi utilizzati in altri paesi per indicare il Cannonau.
Vitigno a bacca scura molto importante in fatto di quantità ma non in fatto di qualità. Il vino prodotto con questa uva ha acidità, tannini, colore ma non aromi. Questo vitigno matura tardi, prospera solo in climi piuttosto caldi. È coltivato in particolare nel Lazio e in Sardegna.
Varietà a bacca bianca dominante in Sicilia. Viene coltivata principalmente nella provincia di Trapani e Palermo. Questo vitigno è autorizzato nel disciplinare di tre DOC siciliane, fra cui Alcamo ed Etna. Fa parte anche dei vitigni usati per la produzione del Marsala.
Vite a bacca rossa autoctona della zona intorno a Roma.
Vitigno a bacca chiara, diffuso in tutto il mondo. Il vino prodotto è caratterizzato da un livello alcolico relativamente elevato, spesso lascia una sensazione di lieve dolcezza. Inoltre, i vini prodotti con questo vitigno si prestano anche all’invecchiamento in barique. I viticoltori lo apprezzano anche per la sua grande adattabilità. In Italia è diffuso un po’ avunque.
In Valtellina è sinonimo di Nebbiolo.
Varietà a bacca rossa diffusa nel centro Italia. I vini prodotti sono caratterizzati da un colore e aroma di ciliegia.
Vitigno a bacca chiara, allevato presso Napoli.
Varietà a bacca rossa caratterizzata da una buccia spessa. In Toscana viene utilizzata, dopo essere appassita, per dare colore al Chianti.
Occasionalmente viene usato per indicare il Montepulciano.
Varietà a bacca chiara molto nota in Piemonte. Il vino più noto prodotto con questo vitigno è il Gavi. Raramente il vino è complesso, alcune volte risulta anonimo.
Vedi Corvina
Vitigno a bacca rossa coltivato al confine tra Piemonte e Lombardia. Un suo sinonimo è Bonarda, questo nome viene usato anche per indicare l’omonimo vino DOC.
Vitigno a bacca rossa diffusissima nelle zone di Cuneo e Alessandria. Il vino prodotto è caratterizzato da morbidezza, aroma di liquirizia e mandorla.
Varietà a bacca bianca della varietà Canaiolo, coltivata principalmente in Umbria.
Varietà a bacca bianca diffusa nel veneto, base del Lessini Durello.
Varietà a bacca bianca diffusa nel nord del Piemonte. Il vino Erbaluce è secco e di corpo leggero e acido. Il prodotto più famoso fatto con questo vitigno è il Caluso Passito.
Vitigno a bacca bianca coltivato quasi esclusivamente nel Sannio (provincia di Benevento).
Vedi Falanghina
Varietà piemontese a bacca bianca diffusa nella zona di Alba.

Fiano is a vine that produces "Apianee grapes", as they were defined by Pliny because the bees were fond of it. The limited cultivation of the Fiano grape is particularly concentrated in the Avellino area, an environment particularly favorable to the cultivation of hazelnut trees of which this wine is rich in aroma. However, this interpretation is no longer accepted because bees are not attracted to grapes, but wasps. For this reason, the term Appiano derives, according to some authors, from a variety of apple that takes the name of such an Appio (Pliny). According to Strabo, the Apianas were brought by the Pelagic settlers from the Peloponnese.


Grape characteristics

Leaf: orbicular, medium-sized, three-lobed or five-lobed.

Cluster: small or medium, tight, pyramidal with a rather developed wing.

Berry: medium, ellipsoidal

Peel: resistant, golden yellow, with little bloom.

Vitigno a bacca rossa, originario della Francia, coltivato in Emilia Romagna da oltre quattro secoli, se vinificato in purezza dà colore ed un piacevole gusto amabile. Queste uve vengono utilizzate assieme ad altre varietà nella produzione del Lambrusco.
Vitigno a bacca rossa diffuso in Sicilia che produce vini leggeri e fruttati. Da questo vitigno deriva anche il Cerasuolo di Vittoria

The black grape Freisa is grown in the Basilicata, Lombardy, Piedmont and Veneto regions

Freisa is a grape variety on whose origins there is no certain information; the first mention dates back to Count Nuvolone on the "Georgian calendar of the Turin Agricultural Society". Widespread especially in Piedmont, Freisa is grown in the areas of Asti, Casale Monferrato, Chieri, Alba and, in small quantities, on the hills of Pinerolo.


GRAPE VARIETIES:

Leaf: medium-small, wedge-shaped more often with three lobes.

Cluster: medium, not very compact, elongated cylindrical, with a wing often long pedunculated

Berry: medium-small, oval or sub-round

Peel: very pruinose, thin and resistant.

Vitigno a bacca rossa della Valle d’Aosta usato, generalmente, per taglio.
Varietà a bacca scura diffusa in Abruzzo, Marche, Umbria e Calabria. In Calabria costituisce una componente fondamentale del Cirò.
Vitigno a bacca bianca particolarmente produttivo, viene coltivato in prevalenza nel veronese, nel mantovano e nel vicentino. Se opportunamente controllato nelle rese può dare vini bianchi molto delicati e piacevoli. Questa uva viene utilizzata per fare il famoso Soave, nel quale è presente con percentuali comprese tra il 70÷100%.
Vitigno a buccia rosa da cui derivano dei vini asprigni di corpo pieno. Questa varietà è caratterizzata da un profumo inebriante e aromi opulenti. Difetto di questo vitigno è la ricchezza di tutto, che può far stancare il consumatore. In Italia è conosciuto come traminer aromatico ed è diffuso in Alto Adige.
arietà a bacca bianca, probabilmente appartenente alla stessa famiglia del Garganega, è molto usata in Sicilia dove è stata importata, come suggerisce lo stesso nome, dai Greci. Ne sono coltivati circa 5.000 ha, fa parte di alcune d.o.c. ed ha alcune affinità aromatiche con il Sauvignon, anche se è un vitigno del quale non sono state ancora completamente espresse le qualità. Ha foglia media, pentagonale, quinquelobata, piu’ marcati i lobi superiori, denti irregolari molto pronunciati, lembo un po’ rugoso, verde opaco, quasi glabro. Grappolo lungo, cilindrico, alato, con ali piu’ o meno pronunciate, semispargolo o semicompatto con acinellatura piu’ o meno evidente. Acino medio, sferoide, di colore giallo dorato, dalla buccia spessa e consistente.
Varietà a bacca bianca dell’Italia Centrale, particolarmente diffusa in Umbria. Viene utilizzata come base nell’Orvieto, ma è robusto a sufficienza per produrre un buon vin santo.
Varietà a bacca bianca diffuso in Campania, in particolare nelle zone di Avellino. I vini prodotti sono secchi e di corpo, tipo il Greco di Tufo, ma da anche origine, presso Bianco in Calabria, ad un vino dolce.

The Grignolino grape, with a black berry, is grown in the Piedmont region.

Grignolino is a grape variety whose origins date back to the late eighteenth century on the hills between Asti and Casale Monferrato, where it is still present today.

According to some scholars, the name could derive from "grignola", a dialectal term used to indicate the seeds of grapes, which in this variety are numerous compared to other vines.

Widespread in Piedmont, this grape variety is grown mainly in the wine-growing areas of the provinces of Asti, Alessandria and Cuneo.


Grape characteristics

  • Leaf: medium or medium-large, pentagonal and five-lobed or three-lobed.
  • Cluster: medium or medium-large, elongated pyramidal, with the possibility of one-two wings, compact.
  • Berry: medium-small, ellipsoidal
  • Peel: pruinose, thin, varying in color from black-violet to red-violet.
Deriva da uno dei tanti incroci prodotti da Manzoni. L’incrocio Manzoni 6.0.13, Riesling e Pinot Blanc, è il più noto.
Varità a bacca bianca diffusissima in Sicilia in modo minore in Toscania dove viene detta anche Ansonica o Anzonica. Insieme al cataratto viene utilizzata nella produzione dei vini bianchi siciliani.
Uva da tavola a bacca bianca.
Vitigno a bacca rossa, originario delle Marche, caratterizzato da una maturazione precoce
Varietà a bacca rosso tipica del Trentino Alto Adige. Viene vinificata in rosa, dando dei vini di pronta beva, o in rosso, vini di buona struttura ma non raffinati.
Varietà a bacca scura coltivata principalmente nelle provincie di Modena e Reggio Emilia, viene anche coltivata in Piemonte, Trentino e Basilicata. I vini prodotti sono vivaci e non predisposti per l’invecchiamento, meglio berli durante l’arco dell’anno.
Vedi Ancellotta.
Questo nome viene usato molto in Italia. La malvasia nelle sue varie varietà, a bacca bianca e rossa, secca e dolce, è diffusa in tutta Italia. La Malvasia Bianca di Chianti è coltivata in Toscana, ma è anche diffusa in Lazio ed Umbria, si presta molto alla produzione del Vin Santo. In Piemonte è presente presso Asti, è produce una Malvasia dolce di colore scuro. Nel Friuli si produce il miglior bianco italiano monovitigno a base di Malvasia. In Emilia da vita ad una Malvasia lievemente frizzante. Malvasia bianca dolce la si trova a Lipari (Sicilia), Basilicata e in Sardegna. La Malvasia Nera a buccia scura è, invece, diffusa in Alto Adige.
Varietà profumata a bacca rossa diffusa nell’Italia centrale. Da vita a dei vini leggeri con aromi di violetta o mammola
Varietà a bacca rossa a maturazione tardiva coltivata in Trentino e Lombardia. Da vita a vini lievemente frizzanti.
Vitigno a bacca rossa. Insieme al Cabernet Sauvignon e Franc il Merlot costituisce il terzo ingrediente della ricetta “bordolese”. In Italia è coltivata in 14 delle 20 regioni.
Vedi Merlot
Vitigno a bacca rossa molto diffuso in Sardegna, di origine incerta. Viene vinificato da solo per ottenere la DOC Monica di Sardegna, oppure con altre uve come il Cannonau ed il Bovale Sardo, per ottenere la DOC Mandrolisai.
Varietà a bacca rossa di origine toscana molto diffusa in Italia, soprattutto in Abruzzo, Marche, Molise, ma anche in Puglia ed altre regioni. I vini prodotti con queste uve hanno un colore rosso rubino molto intenso, dai profumi fruttati e di sottobosco, con notevoli potenzialità di invecchiamento. Raggiunge la sua massima espressione nel Montepulciano d’Abruzzo e nel Rosso Conero. E’ noto anche come Cordisco, Morellone, Primaticcio, oppure Uva Abruzzi.
Vedi Sangiovese
Vedi Montepulciano.
Uva a bacca bianca. Questa varietà è una variazione del Moscato Bianco diffusa solamente nella zona di Montalcino. I vini ottenuti con questa uva sono dolci e frizzanti.
Sotto questo nome si raccolgono molte varietà aromatiche a bacca bianca. In Italia è detto anche Moscato di Canelli. Da origine alla’Asti e al Moscato d’Asti. In Alto Adige sono coltivati il Moscato Giallo e Rosa. Nel sud d’Italia è molto diffuso il Moscato d’Alessandria (Zibibbo).
Varietà a bacca bianca di origine tedesca. I vini che si ottengono con questo vitigno, tranne in alcuni casi, sono gradevoli ma poco eccitanti. In Italia è diffuso in Alto Adige, Friuli e Emilia Romagna.
Antica vite sarda a bacca chiara. I vini prodotti con questo vitigno sono morbidi.
Vitigno autoctono a bacca scura presente quasi esclusivamentre in Piemonte. Questo vitigno da vita ad alcuni dei vini più fini e longevi del mondo. Nel Barbaresco e nel Barolo i vini a base di Nebbiolo raggiungono la massima compliessità e piennezza di gusto. In alcuni zone, esempio Gattinara e Ghemme, questo vitigno è mescolato con uve più morbide tipo Vespolina e/o Bonarda.

The black grape Tintilia is grown in the Molise region.

Tintilia is a grape variety grown almost exclusively in Molise. Until recently it was confused with varieties of the Bovale family, present in Sardinia, but subsequent studies have shown the groundlessness of these theses. Since 2002 Tintilia has been listed in the National Register of vine varieties as an authorized variety for Molise only.

It seems that its name derives from "tint", that is, from the intense coloring of its musts, which take on purple, almost black tones. This vine has been the subject of a progressive abandonment and replacement with Montepulciano, given its very low productivity, but has recently been rediscovered for its ability to give high quality wines. It is a grape variety that knows how to give the wine color, aromas, structure, good acidity and elegant tannins. For this reason it is very versatile and you can find both fresh and drinkable products that are structured and elegant.

Grape characteristics

Leaf: medium, pentagonal or orbicular, penta or heptalobate

Bunch: medium-long, loose

Berry: small, elliptical

Peel: medium thickness, very pruinose, blue-black color

The Negro Amaro grape variety has unknown origins, but its name derives from the dialectal expression "niuru maru" - from the black color of the skins and the bitter taste of the wine - later modified into NegroAmaro.

Until a few years ago the wine obtained with Negro Amaro was mostly used as a cut wine for the less structured and less alcoholic wines of some northern regions, but currently, thanks to the constancy and passion of some producers, Negro Amaro is vinified for the production of excellent wines, especially in the rosé version.


FEATURES:

Leaf: large, pentagonal, five-lobed or three-lobed.

Cluster: medium, truncated-cone shape, short and tight, rarely with a wing.

Berry: medium-large, obovoid,

Peel: pruinose, thick and consistent, black-purple in color.

mportante vitigno siciliano a bacca rossa. Nel Nord-Est della Sicilia è più diffuso il Nerello Mascalese del Nerello Cappuccio. Il vino prodotto con il Nerello viene principalmente utilizzato per taglio.
Il Nero d’Avola, anche noto come Calabrese, è la varietà a bacca rossa più importante della Sicilia. Questo vitigno autoctono ha raggiunto negli ultimi anni un’importanza considerevole presso tutte quelle aziende vinicole votate alla qualità. I vini prodotti con questa uva vengono apprezzati per il gran corpo che ne deriva oltre che per il potenziale d’invecchiamento e le caratteristiche organolettiche nette e fine.
Varietà a bacca bianca del Trentino. I vini che si ottengono da questa uva hanno molto aroma ma poco corpo.
Varietà sarda a bacca rossa.
Nome attribuito al Biancame nelle Marche.
Varietà a bacca bianca diffuso nelle Marche.
Vedi Piedirosso
Varietà siciliana a bacca rosso. I vini monovitigno che vengono prodotti con questo vitigno vengono chiamati anche Pignatello.
Varietà autoctona friulana a bacca bianca. Con il Picolit si produce un vino dolce molto raro da uve essicate.
Varietà campana a bacca rossa. Viene detta anche Palombina e Pere’e Palummo.
Antica varietà ligure a bacca bianca. I vini che si ottengono da questo vitigno sono profumati, sono da consumarsi preferibilmente giovani.
Sinonimo di Perricone
Varietà valtellinese a bacca scura.
Vitigno a bacca bianca tipico della zona di Bologna. Questa uva viene vinificata per produrre sia vini frizzanti, che vini tranquilli. I vini ottenuti sono caratterizzati da un profumo intenso, delicato ed aromatico.
Vitigno autoctono friulano a bacca scura. I vini che si ottengono con questo vitigno si dimostrano perfetti per l’affinamento in botte.
Nome Italiano del vitigno a bacca chiara Pinot Blanc. In Italia è diffuso nel Nord-Est, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli e Lombardia. In genere viene vinificato come bianco caratterizzato da una forte acidità, leggermente frizzante e di pronto cossumo. In Lombardia la sua forte acidità viene apprezzata per i vini spumanti.
Nome italiano del vitigno a bacca chiara Pinot Gris. In Italia è diffuso soprattutto in Friuli dove da alla luce dei vini bianchi caratterizzati da una elevata acidità. È presente anche in Lombardia dove viene usato quasi esclusivamente nell’industria dello spumante. Si trova anche in Emilia Romagna e in Trentino Alto Adige.
Nome italiano del vitigno a bacca scura Pinot Noir. In Italia è diffuso nel Nord-Est e in Lombardia, dove viene utilizzato, principalmente, nell’industria dello spumante.
Antica uva a bacca scura della Liguria e della Toscana.
Varietà a bacca bianca, coltivata in Valle d’Aosta, soprattutto nella zona di Morgex e La Salle, dove si produce il noto Blanc de Morgex et de La Salle. Denota una buona resistenza al freddo e una maturazione particolarmente precoce.
Vedi Montepulciano.
Vitigno a bacca scura dell’Italia meridionale. È molto diffuso in Puglia. Produce vini di colore intenso, strutturati e di elvata gradazione alcolica.
Sottovarietà Umbra del Trebbiano.
Vitigno autoctono dell’Italia Nord -Occidentale a bacca bianca da cui si produce l’omonimo vino leggermente frizzante.
Varietà a bacca scura che costituisce la struttura portante del Vino Nobile di Montepulciano.
Vitigno a bacca scura presente nel Veneto. Viene usato per ottenere il vino DOC Piave.
Vitigno a bacca scura. In Friuli produce vini vigorosi. La sottovarietà più fine è detta Refosco del Peduncolo Rosso. In genere da vini di colore carico, aromi di prugne e mandorle, corpo medio e forte acidità.
Vitigno a baca chiara noto anche come Ribolla Gialla per distinguerlo dal Ribolla Verde meno interessante. Dà vini leggeri e aromi floreali. Lo Schioppettino è la Ribolla Nera.
Varietà a baca chiara originaria del Reno. In Italia è diffusa nelle regioni dell’Alto Adige e del Friuli.
Vitigno a bacca chiara conosciuto anche come welschriesling nei paesi di lingua tedesca. In Italia è diffuso nel Nord e da luogo, in generale, a vini leggeri.
Vitigno a bacca rossa, coltivato diffusamente nel veronese, soprattutto nella Valpolicella, ma anche nel mantovano. Quest’uva viene utilizzata per produrre il magnifico Amarone della Valpolicella.Uva a baca rossa coltivata in Veneto per il Valpolicella.
Uva ligure a bacca rossa che dà vini monovitigni con aromi caratteristici ma di media struttura.
Varietà a bacca rossa opzionale nel Valpolicella.
Vedi Ruchè
Vitigno a baca scura del Piemonte. Dà un vino tannico e dagli aromi penetranti.
Vitigno a bacca rossa dell’Umbria. L’uva viene vinificata secca e passita, dà vini di buona struttura e tannici.

Sangiovese is probably a grape variety originating in Tuscany (it has been known since the Etruscan period, around the 8th century BC) and its name could derive from the term "Sangue di Giove", testifying to the ancient link between wine and divinity . Another less vague theory traces the origin of the name to the origin from San Giovanni Valdarno.


The wine supply of the capital Florence in the Renaissance period was precisely from the Castles of the Valdarno di Sopra, built in the territories conquered by the Florentines a few centuries earlier. In 1716, the Grand Duke Cosimo III de 'Medici issued a Call to regulate the protection of the wines of Chianti, Pomino, Carmignano and Valdarno di Sopra. There is another thesis according to which Sangiovese was born in Santarcangelo di Romagna. In fact, already at the time of the Romans on these hills close to the Rubicon the vine was cultivated. Hence the name "Colle Jovis" where Santarcangelo was built and developed.


Sangiovese therefore as a conjunction of SANGUIS and JOVIS blood of Jupiter. According to recent genetic studies, "Sangiovese", contrary to its widespread and historical presence in the Tyrrhenian area, has numerous relationships with cultivars cultivated in Southern Italy, especially in Sicily and Calabria. Ten varieties make up its "family" and "Ciliegiolo" seems to be a direct descendant of it.


Grape characteristics

Leaf: medium, three-lobed or five-lobed, light green in color.

Cluster: medium, compact, cylindrical-pyramidal, winged.

Berry: medium-large, ovoid of regular shape.

Peel: black-purple in color and rich in bloom, not very thick.

Varietà a bacca bianca aromatica e fragrante dalla quale si producono alcuni dei bianchi secchi più popolari al mondo. Questa varietà viene spesso chiamata semplicemente Sauvignon, specie in etichetta. La caratteristica tipica di quets’uva è l’aroma penetrante. In Italia si trova in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
Vitigno a bacca schura dell’Italia settentrionale. È presente soprattutto in Trentino Alto Adige dove se ne conoscono varie forme, la più comune è la Schiava Grossa mentre quella che produce vini di qualità superiore è la Schiava Gentile. Comunque, quest’uva concorre a gran parte dei rossi leggeri non monovitigni del Trentino Alto Adige.
Varietà autoctona a bacca rossa del Friuli Venezia Giulia. Dà un vino di medio corpo ed aromatico dalle notevoli potenzialità.
Varietà a bacca rossa coltivata in Puglia.
Vitigno a bacca scura. Dà vini di gran classe, speziati, di colore intenso e struttura complessa che si giovano dell’affinamento in botte. In Italia si trova in Sicilia dove viene vinificato in purezza o tagliato con il Nero D’Avola.
Varietà autoctona a bacca rossa del Trentino, esprime al meglio le sue potenzialità se coltivato nel Campo rotaliano. Produce vini dal profumo intenso e fruttato, e poco tannici.

The white grape Timorasso is grown in the Lombardy and Piedmont regions.


Timorasso is an autochthonous variety of Tortonese, whose origins date back to the Middle Ages; over the centuries it was the most cultivated grape variety in the area before the advent of phylloxera and the Second World War. Years of gradual abandonment of the countryside followed and reduction of the area planted with vines in Timorasso in favor of easier and more productive varieties.


In recent years, a group of forward-looking viticulturists has continued the rediscovery of this vine and highlighted its oenological characteristics, which allow to obtain wines of remarkable structure and freshness, qualities which prelude to an interesting propensity to aging and barrel aging, often obtaining very important results.


Grape characteristics

Leaf: medium, pentagonal or cuneiform, tri or five lobed

Cluster: medium or medium-large, pyramidal, often bi or tri-winged, medium compact or compact

Berry: medium-large, spheroidal

Peel: thick, consistent, pruinose, yellowish green in color

Varietà a baca bianca diffusa in Friuli. Dà vini di colore chiaro e corpo leggero con aromi floreali da bere giovane.
Vedi Tocai
Varietà sarda a bacca bianca non molto diffusa. Dà un vino profumato e di buon corpo.
Vrietà a bacca bianca molto diffusa in Italia e Francia. Dà un vino bianco leggero e acidulo. Nelle sue diverse sottovarietà è fra i vitigni più coltivati d’Italia.
Vedi Montepulciano.
Vitigno a baca rossa dell’Italia meridionale.
Varietà a bacca rossa coltivata nell’Oltrepò Pavese. Nel Novarese viene utilizzata per ammorbidire l’uva Spanna utilizzata in vari vini rossi.
Varietà a bacca bianca tipica dei Colli Piacentini.
Varietà a bacca bianca popolare in Puglia. Dà un vino neutro utilizzato nell’industriua del Vermouth.
Varietà a bacca bianca nota in Umbria e Sicilia.
Varietà a bacca bianca dell’Italia centrale che vanta molte sottovarietà. Dà vini monovitigni che hanno una acidità citrina e note di mandorle.
Varietà a bacca bianca di Treviso.
Varietà a bacca bianca del Nord Est d’Italia. I mnigliori risultati si ottengono nei Colli Orientali e dà vini sia secchi che dolci. Il Verduzzo dolce è più raro ma molto più interessante del secco, la zona classica di questo vino è Ramandolo.
Varietà a bacca bianca gradevole ed aromatica. In Italia è diffusa in Sardegna e Liguria. Dà un vino bianco di corpo, acidità e profumo.
Nome sotto il quale si raccolgono diverse varietà generalmente a bacca bianca. Le più conosciute a bacca bianca sono la Vernaccia di San Gimignano e quella di Oristano.
Varietà a bacca bianca coltivata in Veneto.
Varieta autoctona a bacca scura di Gattinara in Piemonte. Spesso viene tagliata con il Nebbiolo.
Vitigno a bacca bianca di origine francese, particolarmente adatto a zone aride, o comunque molto asciutte. I vini prodotti con queste uve hanno un profumo molto particolare ed intenso, che ricorda le pesche e le albicocche. Il vitigno e diffuso oltre che in Francia, anche in Australia, e in California, in Italia viene coltivato a Pantelleria.
Lo Zibibbo o Moscato di Alessandria, sebbene d’importazione probabilmente araba, il suo nome deriva dall’arabo Zabib che significa uva secca, ha trovato a Pantelleria il suo habitat ideale. Queste uve vengono utilizzate prevalentemente per produrre il famoso Moscato di Pantelleria nelle sue diverse versioni, conferendo ai vini quei tratti aromatici caratteristici e singolari che solo l’uva Zibibbo può dare. I vini, dolci e aromatici con una gradazione che va dai 12,5 ai 23° circa secondo la tipologia vengono utilizzati per accompagnare la pasticceria tipica siciliana o come vini da meditazione.

The white grape variety Lumassina is grown in the Liguria region, in a limited area of the province of Savona, between the hinterland of Noli and that of Finale Ligure (particularly in the municipality of Orco Feglino and in the surroundings of the hamlet of Varigotti) , and in part of the Province of Genoa.

From the Lumassina grape variety, a straw-yellow wine with a dry flavor and generally strong acidity and a delicate scent of yellow plum is obtained.


Leaf: medium-large, orbicular or wedge-shaped, whole or three-lobed.

Cluster: medium-large, pyramidal, medium-long, with two or three well-developed wings, compact.

Berry: medium-small, spheroidal or ellipsoidal, short.

Peel: pruinose, thin, green color just tinged with yellow; navel not very evident.

The Pugnitello grape, with a black berry, is grown in the Tuscany region.

The Pugnitello is a grape variety that is characterized by the shape of the bunch, small and conical truncated, similar to a fist (hence the name). There is no certain information relating to its origin, but it is thought that it may come from the province of Grosseto. It has some morphological similarity with Montepulciano, from which it differs however for the lower productivity and for the different shape of the bunch. It is not explicitly present in any DOP denomination, but we can find it in many varieties of the IGT Toscana.

Grape characteristics:

Leaf: medium, medium long, pentagonal, five-lobed

Cluster: small, short, pyramidal, medium compact

Berry: medium, uniform, rounded, with circular section

Peel: thick, leathery, blue-black in color, very pruinose.

Sensory characteristics of wine:

A very intense ruby ​​red wine with purple hues is obtained from the Pugnitello grape. The nose is slightly herbaceous while on the palate it reveals a full taste, high alcohol content, good acidity and high finesse tannins.